Brand

Quando si parla di moda o di brand è difficile dare una definizione del concetto esatto a cui entrambi i termini si riferiscono; generalmente una moda è un’usanza, un gusto prevalente che tende ad imporsi  per un periodo più o meno mutevole sulle abitudini, i modi di vivere e le forme del vestire e che spesso risponde ai diktat sanciti da sfilate, riviste, personaggi del jet set che tendono a definire l’espressione della società in un determinato momento.

Il concetto di moda attrae da sempre persino letterati, psicologi, filosofi ed economisti proprio per i molteplici significati che rappresenta; Pascal ad esempio considerò la moda come un fenomeno istintivamente buono purché in accordo con un gusto e con un modello naturale di piacere, Kant invece vedeva la moda come il derivato di un gusto corrotto dal desiderio di un continuo cambiamento così come anche Hegel cha la considerò una forma mobile di vanità da cui è assente il gusto o la ricerca del bello, Baudelaire invece vi intravide un’aspirazione e una tensione al bello, congiunta a un elemento transitorio e relativo in una sorta di eterno ritorno del nuovo.

Ma cosa spinge noi persone comuni a vestire rigorosamente di marca? Forse il bisogno di emulazione, differenziazione, identificazione in determinati modelli oppure anche solo il bisogno di affermarsi in una società dove è l’immagine ad esprimere una determinata personalità.  Al di là delle motivazioni la cosa certa è che indossare un brand ci fa sentire ‘fighi’ ed essere al passo con la moda del momento è per molti un’appagante gratificazione.

Al di là dei brand storici, quelli cioè che hanno fatto gli annali della tendenza e che non passeranno mai di moda  in quanto vere e proprie pietre miliari della passerella alias Armani, Prada, Valentino ecc… che ormai hanno acquisito tutti i meccanismi attraverso cui cambiano e si evolvono le richieste del mercato, ne esistono altri, forse definibili minori, che ancora devono fare i conti con le definizioni IN e OUT, perché se un determinato brand oggi è rigorosamente IN, non è detto che lo sia anche domani e viceversa. A dettare le regole in questo senso è il consumatore, sì perché se prima era la moda stessa ad imporre il proprio sistema, negli ultimi anni il processo si è quasi invertito ed oggi sono i consumatori, attraverso la propria creatività e consapevolezza a costruire il proprio look abbinando le varie marche in modo autonomo per esprimere la propria personalità. I consumatori oggi non si assoggettano alle proposte della moda ma anzi la creano seguendone sì le indicazioni ma sempre aggiungendo un tocco individuale.

Perché alla fine, si è davvero alla moda solo se si ha stile e lo stile altro non è che la manifestazione di un’identità individuale che può e spesso deve essere trasversale alla moda oppure attraversare le varie proposte attingendo da ciascuna esclusivamente gli elementi necessari a definire un risultato assolutamente personale.

Possiamo quindi dire che a rendere IN oppure OUT un determinato brand siamo noi, il nostro gusto e il nostro stile, ma soprattutto la nostra capacità di utilizzare i consigli della moda non come assunti imprescindibili ma come spunti per valorizzare i punti di forza e ridurre ai minimi termini eventuali difetti così da ottenere un look stiloso e perfetto in ogni occasione.